“Gramsci Antonio: Presente!” La forza delle idee non si ferma.

Il silenzio della sala di una biblioteca, il ritmo martellante di un rap che si diffonde attutito dalle cuffie di una esuberante studentessa, Giulia, alle prese con la tesina che una “prof” le ha assegnato come compito per casa. Inizia così lo spettacolo dedicato alla figura di Antonio Gramsci dalla compagnia “Actores Alidos”, a cui hanno assistito questa mattina le classi terze della scuola media di Via Piceno nell’Auditorium “Daniela Zedda”. Un’ora intensa di teatro che ha saputo trasformare una figura storica, spesso percepita come distante o complessa, in un uomo in carne e ossa, fatto di sensibilità febbrile, affetti e, soprattutto, di una straordinaria resistenza fisica e morale. Lo spettacolo non si è limitato a una lezione di storia sul Gramsci intellettuale; attraverso la recitazione, studentesse e studenti hanno potuto esplorare il lato più intimo di Gramsci, l’uomo: le “Lettere dal carcere” indirizzate ai figli Delio e Giuliano, alla moglie Giulia e alla sorella Teresina; il dolore della lontananza e la ferma volontà di non “svendere” mai la propria dignità in cambio della libertà. Ed è prepotentemente venuto fuori anche l’anticipatore di questioni sociali e politiche di estrema attualità come l’istruzione, l’ecologia e la cultura di massa. Particolarmente efficace è stata la scenografia fatta di pochi elementi, essenziali: libri e ancora libri, a simboleggiare la potenza di un studioso il cui pensiero nemmeno il carcere è riuscito a imprigionare. Perché portare Gramsci in una scuola media? La risposta sta in una delle sue frasi più celebri: “Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza”. In un’età in cui si inizia a costruire la propria identità e il proprio senso critico in vista delle scelte future (e dell’Esame di Stato), il messaggio dello spettacolo è arrivato forte e chiaro: - La cultura come strumento di libertà: studiare non serve solo a prendere un bel voto, ma a capire il mondo. - Il valore della partecipazione: l’invito a non essere “indifferenti” di fronte alle ingiustizie. - La resilienza: la capacità di restare fedeli ai propri ideali anche nelle difficoltà più estreme. Al termine della rappresentazione, gli attori si sono fermati per un momento di confronto con il giovane pubblico. Le domande sono state numerose: dallo scontro con il Fascismo, alla curiosità sulle condizioni di vita in carcere negli anni ‘30, fino a riflessioni più profonde sulla libertà di espressione di oggi. È stato un momento di scuola “fuori dai banchi”, che ha dimostrato come il teatro sia ancora uno dei mezzi più potenti per far rivivere la memoria e trasformarla in cittadinanza attiva. “Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani”. Con questa frase ‘Nino’ ha concluso lo spettacolo e ci ha accompagnato nel rientro in aula, con la consapevolezza che la storia non è fatta solo di date, ma anche di scelte coraggiose.

Le classi 3D e 3F di Via Piceno al Laboratorio di Robotica de La Manifattura

 

Si è tenuto il 23 marzo, il primo di quattro appuntamenti presso il Laboratorio di robotica di Opificio Innova alla Manifattura Tabacchi. Sotto la coinvolgente guida delle animatrici del Learning Center, alunne e alunni della 3^D hanno avuto modo di conoscere, studiare, programmare e gestire il braccio robotico e.Do progettato a fini didattici da Comau. Un salto di qualità nel percorso di robotica educativa che la classe ha sperimentato per tutto il triennio tra i banchi di scuola, partendo dal coding, passando per i robot didattici Lego e arrivando fino alle simulazioni di scenari extraterrestri con il robot e.Do. Si ringrazia l'Opificio Innova per l'opportunità offerta.

Incontro con l’autrice Lucia Perrucci nell’ambito del progetto "Gli scrittori fanno scuola"

Oggi, presso il plesso di Via Piceno, le classi 2F e 3F hanno incontrato l’autrice Lucia Perrucci nell’ambito del progetto "Gli scrittori fanno scuola" della casa editrice "Il Battello a Vapore".

L’iniziativa conclude un percorso dedicato alla lettura del romanzo "Nelle case dei morti non ci sono scale", che ha coinvolto attivamente gli studenti nelle scorse settimane. Durante l’incontro, ragazzi e ragazze hanno dialogato con l’autrice, ponendo domande e condividendo riflessioni sul testo.

A completare l’attività, gli alunni e le alunne hanno presentato cartelloni, manufatti e un gioco di ruolo da tavolo con carte, ispirato a Dungeons & Dragons e rielaborato a partire dai contenuti del libro.

L’autrice si è mostrata entusiasta del lavoro svolto e si è complimentata con le classi, sottolineando come fosse la prima volta che vedeva produzioni così originali e creative.

 

 

APRE SAFE SPACE

 

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Guardiamo oltre il pregiudizio: Mohamed Gaye incontra le alunne e gli alunni della scuola secondaria di primo grado Cima e Piceno

Mattinata ricca di emozioni, oggi, nell’auditorium Daniela Zedda di Via Piceno dove, in un silenzio carico di attenzione e partecipazione, le classi terze dei plessi Antonio Cima e Via Piceno hanno vissuto un’esperienza che difficilmente dimenticheranno.

In occasione della XXII Settimana d'azione contro il razzismo, la nostra scuola ha aderito all’iniziativa promossa dalla Città Metropolitana di Cagliari in collaborazione con l’UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali), aprendo le sue porte per accogliere Mohamed Gaye: autore, sportivo e testimone di un viaggio che attraversa continenti, culture e, soprattutto, cuori.

Con grande autenticità, Mohamed Gaye ha preso per mano ragazzi e ragazze, portandoli idealmente con sé lungo il percorso che dalla Costa d’Avorio lo ha condotto fino in Sardegna. Il suo è stato un racconto toccante, che non ha nascosto le difficoltà, la solitudine e le incertezze di chi lascia tutto per cercare un domani possibile.

Dall'arrivo in Italia all’esperienza fondamentale nella casa-famiglia, il racconto si è snodato attraverso le tappe di un’integrazione faticosa ma vittoriosa. Imparare una nuova lingua, abituarsi a nuovi codici sociali e trasformare la nostalgia in energia: sono stati questi i passaggi chiave della sua testimonianza.

L’emozione si è trasformata in un vivace confronto quando la parola è passata agli studenti e alle studentesse. Le domande sono state numerosissime, spaziando dalla sua vicenda umana a quella sportiva: curiosità a cui Mohamed ha risposto con grande disponibilità e calore.

All’incontro era presente anche Matteo Massa, consigliere metropolitano delegato all’Antidiscriminazione e Inclusione, che ha testimoniato l’impegno delle istituzioni sui temi dell’accoglienza, del rispetto reciproco e del contrasto a ogni forma di discriminazione.

 La mattinata si è chiusa tra gli applausi, lasciando in tutti i partecipanti un profondo senso di arricchimento reciproco e la consapevolezza che l’integrazione nasce prima di tutto dall'ascolto.

       

   

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